8 cartoni di fantascienza da vedere su Netflix

Robottoni, isole volanti, atmosfere futuristiche ammantate da un alone fantasy: in questo articolo scoprirete 8 cartoni di fantascienza super-affascinanti, tutti disponibili su Netflix!

Si tratta di opere che in redazione Stargarden abbiamo apprezzato a vari livelli: a volte abbiamo trovato spunti interessanti che avrebbero meritato sviluppi più approfonditi, mentre in altre occasioni ci siamo proprio entusiasmati senza riserve.

Ma prima di buttarmi a capofitto nel rutilante mondo dell’animazione, mi presento: sono Eva, autrice e Production Director della saga Stargarden.

«Ex Tenebris» a tutti e… cominciamo!

8 cartoni di fantascienza da vedere su Netflix

1. Full Metal Panic!

Inizio da “Full Metal Panic!” perché è uno dei cartoni di fantascienza che ho adorato di più.

È un mecha ucronico, ambientato in un mondo che non ha mai visto la fine della Guerra Fredda.

Il protagonista, Sosuke Sagara, è un mercenario appartenente alla Mithril, organizzazione antiterroristica non governativa. La vicenda parte quando Sagara riceve l’incarico di proteggere Kaname Chidori, una liceale che nasconde un segreto di importanza mondiale: nel suo cervello è custodita l’arma tecnologica più potente al mondo.

“Full Metal Panic!” è un bel cartone d’azione, che bilancia con perizia missioni adrenaliniche, combattimenti di robottoni, qualche parte sentimentale e molte parti comiche. Le vicende più divertenti riguardano l’ossessione di Sagara per gli attacchi terroristici, che lo porta a vedere pericoli dappertutto e adottare provvedimenti estremi senza ragione. La sua scarsa propensione alla vita sociale mi ha un po’ ricordato il mio Jo Jo Nishimura, protagonista di “Dark Ghost”! In effetti, a volte anche Sagara avrebbe bisogno della mod “anti-misantropia” del mio bio-hacker giapponese…

2. Laputa – Castello nel cielo

Una delle tante cose belle di Netflix è la presenza in catalogo di tantissimi titoli di Miyazaki. Non poteva certo mancare nella nostra rassegna un anime del grande Maestro!

“Laputa” è un lungometraggio che mixa le celebri ambientazioni da favola di Miyazaki ad ambientazioni fantascientifiche e steampunk. I protagonisti, Pazu e Sheeta (che graficamente ricordano Conan e Lana di “Conan ragazzo del futuro“), inseguono il sogno di raggiungere la mitica isola-castello volante di Laputa.

“Laputa – Castello nel cielo” è un anime da vedere per tantissimi motivi. La storia — delicata e coinvolgente — parla di amicizia, pacifismo e ambientalismo, tematiche care all’autore. Oltre a ciò, e oltre ai disegni stupendi, c’è l’innegabile fascino di Laputa: l’isola volante immaginata per la prima volta da Swift ne “I Viaggi di Gulliver”. Miyazaki la trasforma in una terra mitica, anticamente abitata da un popolo ormai scomparso, quasi una rielaborazione del mito di Atlantide.

Se volete saperne di più sulle ambientazioni utopistiche di Swift, potete leggere l’articolo “Utopia e distopia sono davvero concetti opposti?“.

3. I cieli di Escaflowne

Passiamo ora a un piccolo gioiellino degli anni Novanta: “I cieli di Escaflowne”.

Chi è abbastanza grande da aver vissuto la mitica Anime Night di MTV (che ci ha regalato anche molte altre perle, come il demenzialissimo Excel Saga), quasi sicuramente lo ricorderà.

“I cieli di Escaflowne” fece furore in Italia per l’epicità della colonna sonora, la brillantezza della colorazione e la fluidità delle animazioni. Molti lo ricorderanno anche per il vezzo di disegnare i nasi dei personaggi con un’irritante punta all’insù, ma sorvoliamo.

Magari, rivista oggi, questa serie pecca un po’ d’ingenuità per la parte “rosa”, col classico triangolo amoroso tra studentessa liceale/bel fusto biondo/bel fusto moro. Per fortuna le dinamiche da commedia romantica non intaccano il ritmo incalzante degli episodi, i maestosi combattimenti e gli scenari spettacolari. Affascinante l’ambientazione di Gaea, in cui convivono draghi, aeronavi, civiltà leggendarie e robot da combattimento.

4. She-Ra e le principesse guerriere

“She-ra e le principesse guerriere” dovrebbe essere un remake della serie “She-Ra, la principessa del potere” degli anni Ottanta.

Dico “dovrebbe” perché non c’entra proprio niente con l’originale. Non lo definirei né un remake né un reboot, ma proprio un prodotto a sé stante. Del vecchio cartone rimangono solo i nomi dei personaggi principali.

Non ci girerò molto intorno: “She-Ra e le principesse guerriere” è una serie stupenda, da amare senza riserve. Non solo per la parte grafica, notevolissima, ma anche per la storia e l’eccezionale caratterizzazione di ogni singolo personaggio… impresa davvero ardua, visto che i personaggi sono tantissimi!

She-Ra, pur essendo una serie divertente e godibile, tratta tematiche molto profonde come le relazioni tossiche, l’autismo, lo spirito di sacrificio, l’importanza del saper lavorare in squadra. È inclusivo, ma in modo genuino, senza le forzature del “politically correct” a tutti i costi a cui siamo abituati oggi.

Molto interessante, inoltre, l’ambientazione di Etheria: un pianeta diviso tra una parte industriale e fatiscente (governata dall’Orda) e una parte incontaminata e bucolica (territorio delle Principesse del Potere). Questa dicotomia mi ha un po’ ricordato l’universo Stargarden, in cui i malsani sobborghi di Fuck Town convivono con l’utopico mondo di Nuova Eden.

5. Daitarn 3

Un cartone che non ha bisogno di presentazioni!

Un uomo che sa indossare con estrema disinvoltura uno smoking rosso!

Un robottone che riesce a rimanere credibile utilizzando un ventaglio come arma da combattimento!

Scusate l’abuso di punti esclamativi, ma come si fa a non entusiasmarsi davanti a “Daitarn”?

È uno di quei cartoni di fantascienza da recuperare assolutamente: pur avendo fatto la storia, “Daitarn 3” rimane godibile ancora adesso, soprattutto grazie alla verve del “trio all’erta e pieno di brio” composto da Haran Banjo, Beauty e Reika.

Ma questo anime ha anche un’altra particolarità: il finale decisamente ambiguo. Cosa accade al protagonista? Chi sono davvero i buoni, chi sono davvero i cattivi? Se voi ci avete capito qualcosa, scrivete un commento qui o contattateci tramite gli altri canali che abbiamo a disposizione, perché i dubbi attanagliano la redazione Stargarden ancora adesso!

6. Sword art online

“Sword art online” è un ottimo cartone di fantascienza per chi vuole approfondire un’importante tematica: come rovinare uno script eccellente nel corso di 25 episodi.

L’idea iniziale è davvero valida. “Sword Art Online” è il nome di un gioco di ruolo dall’eccezionale immersività, ambientato in una realtà virtuale che si può percepire in maniera globale, tramite i cinque sensi. Ma è stato creato da uno piscopatico, che decide di imprigionare tutti i giocatori all’interno della realtà virtuale, impedendo loro di ritornare alla vita di tutti i giorni. Il loro corpo è immobilizzato nel mondo reale, in una sorta di stato comatoso, mentre i cinque sensi sono tutti impegnati nel gioco.

Quando in redazione abbiamo visto i primi episodi, ci siamo esaltati e abbiamo proseguito la visione con aspettative altissime. Tuttavia, la trama diventa sempre più annacquata a mano a mano che la serie va avanti. In particolare, a nostro parere si insiste troppo sulla prevedibile storia d’amore tra i due protagonisti, Kirito e Asuna.

Intendiamoci, noi non abbiamo niente contro le storie d’amore, anzi. Però, in un’opera di fantascienza e di avventura come questa, pensiamo che debbano essere funzionali alla trama e ben amalgamate con le parti d’azione. È come se l’anime fosse partito in un modo e fosse poi terminato in un altro, perdendo molti punti in termini di epicità.

Su Netflix sono disponibili tre stagioni, ma noi ci siamo limitati alla prima.

Voi l’avete vista? Se sì, ci piacerebbe avere un vostro parere.

7. Neon genesis evangelion

Un’opera cardine del genere mecha, un capolavoro imprescindibile per ogni appassionato di fantascienza.

“Neon Genesis Evangelion” porta gli anime di robottoni su un altro livello, inserendo un elemento geniale: i robot (gli “Eva”) nascono come entità organiche e sono collegati al loro pilota (il “Children”) tramite una connessione nervosa. Il cyborg e l’essere umano non sono più due elementi distinti, ma formano un’unica entità.

Inoltre, la storia si distingue per una caratterizzazione pazzesca dei personaggi, al limite della psicanalisi, e correda il tutto con elementi spirituali come la cabala, la mitologia e i riferimenti biblici.

Questo è uno dei cartoni più amati dalla redazione Stargarden, infatti gli dedicheremo di sicuro altri articoli in futuro! Anche perché tra poco dovrebbe uscire nelle sale italiane “Thrice Upon a Time“, il finale definitivo della saga…

8. L’attacco dei giganti

Concludiamo con un’altra opera per la quale molti membri della redazione Stargarden sono andati fuori di testa, scatenandosi con commenti nei gruppi di appassionati, teorie più o meno strampalate, fanart e persino cosplay.

Stiamo parlando di uno dei cartoni di fantascienza più iconici degli ultimi anni: “L’attacco dei giganti”.

Un anime epico, crudo, a tratti brutale. Innamorarsi di questo cartone significa innamorarsi della pura sofferenza. Eppure, una volta iniziata la visione, è davvero difficile fare a meno di continuare.

I protagonisti vivono in un mondo circondato da altissime mura, oltre alle quali nessuno sa cosa ci sia. Le mura dovrebbero tenerli al sicuro dagli agghiaccianti giganti antropofagi che li circondano, ma a volte non fanno il loro dovere… e così le bestie assassine penetrano tra i civili, con tutte le terribili sofferenze del caso.

Non vi diciamo di più, perché i misteri della storia devono essere scoperti gradualmente, per non rovinarsi il brivido dei numerosi colpi di scena. Anche in questo caso, abbiamo in programma di dedicare all’opera un articolo a parte.

Japan Power!

Come avrete notato, tra i cartoni di fantascienza sopra elencati ce n’è solo uno non giapponese. In redazione, infatti, abbiamo una leggerissima fissazione con il Sol Levante.

Questa particolarità è ben visibile anche nei nostri romanzi. Il protagonista di “Dark Ghost”, per esempio, è di origine giapponese. Si tratta di Jo Jo Nishimura, un bio-hacker sempre proiettato verso il futuro e il miglioramento delle sue potenzialità, tramite innesti robotici e mod installate per migliorare la sua percezione del mondo. Ma, a volte, anche uno come lui può provare nostalgia per il passato e per Nihon Koku, la megalopoli del Sol Levante in cui ha vissuto da piccolo.

Pronti a scoprire i ricordi dell’infanzia giapponese di Jo Jo?

“DARK GHOST”: IL NINJA DEL FUTURO!



Nishimura-san è un bio-hacker, sempre in bilico sulla linea fra legale & proibito, possibile & assurdo: è lui il protagonista di “Dark Ghost! Un criminale di origine giapponese.

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Dark Ghost – essere umani non basta” è il romanzo che apre la serie cybernature “Stargarden Universe”. Natura e tecnologia si uniscono e si scontrano in un appassionante duello d’amore e odio sin dall’alba dei tempi. Scoprite la Terra del futuro accompagnati dalla playlist ufficiale e dalla colonna sonora originale!

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Il cybernature indaga la fusione indissolubile di elementi elettronici/tecnologici & naturali/biologici. Alla base dello Stargarden Universe ci sono temi come l’evoluzione delle intelligenze artificiali, la possibilità di dare vita a creature biosintetiche senzienti e creare impianti in grado di potenziare gli esseri umani.

Non per niente, il protagonista di “Dark Ghost, romanzo di apertura, è proprio un bio-hacker!

Il fascino dell’originalità



La nostra Production Designer e autrice Keri Blake ha infuso tutta la sua passione nella rappresentazione dei personaggi del romanzo. L’edizione speciale cartacea contiene delle illustrazioni originali e mai viste prima.

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«A lucem» a tutti,

Eva.

Nota: immagini reperite in rete a solo scopo illustrativo.

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