Musica coreana pop: il K-Pop fantascientifico degli ATEEZ

Perché un appassionato di fantascienza dovrebbe ascoltare la musica coreana pop?

Perché “K-Pop” non significa solo “canzoncine orecchiabili e giovani cantanti bellocci”. Questa è una visione molto riduttiva e stereotipata.

Certo, ci sono parecchi cantanti coreani che fanno canzoni leggere e commerciali… e non c’è niente di male in questo! È bene sapere, però, che molti artisti sono veri e propri cantautori, in grado di produrre testi epici e profondi, spesso intrisi di atmosfere fantasy e fantascientifiche, accompagnati da melodie trascinanti.

In questo viaggio alla scoperta della musica coreana pop vi condurrò io: Eva, Production Director della saga Stargarden nonché appassionata di K-Pop (soprattutto per quanto riguarda i mitici ATEEZ) e studentessa di lingua coreana.

Come direbbero i nostri personaggi, «Ex tenebris» a tutti, e… via col liscio col K-Pop!

che cos’È il k-pop?

Il termine e K-Pop è l’abbreviazione di Korean popular music (케이팝 Ke-ipap). Si tratta, quindi, della musica popolare suonata in Corea del Sud.

Fino alla fine degli anni Novanta era nota quasi solamente in patria. Ma ci fu una svolta nel 2002, quando la canzoni “Coincidence” delle Baby Vox si fece conoscere al pubblico globale grazie ai mondiali di calcio in Corea del Sud e Giappone. Le Baby Vox e altri gruppi coreani cominciarono a svettare nelle classifiche di tutta l’Asia.

Col tempo, la musica coreana pop varcò i confini asiatici e si impose anche in Occidente, dove incantò il pubblico nostrano grazie alla perfezione delle performance, alle doti vocali e al carisma degli interpreti, alla bellezza dei videoclip e all’intensità dei brani. L’affermarsi di internet e dei social contribuì a far circolare le canzoni K-Pop in tutto il mondo. Basti pensare al fatto che, nel 2012, Gangnam Style del rapper Psy divenne il primo video del mondo a raggiungere un miliardo di visualizzazioni su YouTube.

Ma come orientarsi nell’oceano infinito delle proposte musicali coreane? Be’, per iniziare vi consiglio tre band spaziali: gli SHINee, i BTS e gli ATEEZ.

Si tratta di gusti personali, naturalmente… se avete altri consigli, o se volete chiacchierare di K-Pop (sono sempre felice di farlo!) non esitate a scrivermi nei commenti o attraverso gli altri canali di contatto.

I miei preferiti: Shinee, BTS e ATEEZ

Dopo aver trovato Psy nel suo massimo momento di gloria internazionale… mi si è aperto un mondo tutto nuovo! Gli SHINee sono stati il mio primo vero contatto col K-Pop! Grazie a “Sherlock (Clue + Note)” ho scoperto questo tipo di musica e performance. In particolare, degli SHINee apprezzo l’allegria e il tono leggero delle canzoni più note, che però è controbilanciato da brani molto più intimi e profondi nascosti negli album. Quindi, ballerini pieni di energia e sorrisi, sì… ma non solo!

I BTS, per me, si differenziano da tutti gli altri perché non hanno paura di esporsi e di parlare delle loro fragilità, trattando temi personali come l’amare se stessi o la paura di perdere l’ispirazione e la passione per ciò che fanno. Non si tratta solo di brani orecchiabili, c’è molta profondità nei loro testi.

Alcune canzoni sono davvero commoventi, come ad esempio “Tear” (che si è scoperto essere stata scritta quando pensavano di sciogliere la band). Certo, propongono anche canzoni leggere come “Dimple“, ma la maggior parte dei loro testi scava nelle profondità dell’anima.

Il mio pezzo preferito dei BTS è “Spring Day”, è una canzone che parla di speranza usando come metafore la neve e i fiori di ciliegio.

Gli ATEEZ, invece, mi piacciono (ma proprio tanto tanto tanto) perché sono epici.

Quando ascolto le loro canzoni mi sento “a casa”, perché parlano sempre della ricerca di qualcosa, di un viaggio o di una sfida, e lo fanno con la stessa tipologia di immagini che uso anch’io quando scrivo… quindi per me è già come se fosse stata trasposta in musica una delle mie scene!

Ma la mia disquisizione sugli ATEEZ non può certo finire qui! Quindi vi farò una brevissima panoramica della loro storia e soprattutto vi parlerò di quelle che, secondo me, sono le tre peculiarità più entusiasmanti di questa band.

Chi sono gli Ateez?

Gli ATEEZ sono un gruppo K-Pop piuttosto recente, nato nel 2018.

I membri sono la metà di mille otto: Hong Joong (capitano), Seong Hwa, Yunho, Yeosang, San, Mingi, Wooyoung e Jongho.

Vi sembrano tanti? Be’, all’inizio può apparire strano ai noi occidentali un numero così alto di componenti, ma sappiate che ogni membro degli ATEEZ ha una sua personalità unica e riconoscibilissima! Assieme formano un team imbattibile, come vedremo meglio tra poco.

Questi otto artisti non si fermano MAI, nemmeno per dormire, probabilmente sono magici. La prova è la partecipazione al survival show “Kingdom” (andato in onda da marzo a maggio 2021) e allo show “Immortal songs” (nella puntata dedicata a Psy, dove per la terza volta hanno vinto): tutto questo mentre erano già impegnati continuamente nella promozione dell’ultimo album coreano uscito, “ZERO: Fever Part 2” presentando la canzone “Fireworks (I’m the One)” e la sua coreografia super intensa (roba che la Zumba impallidisce). Inoltre, hanno prodotto anche l’album giapponese “Into the A to Z” con la nuova canzone “Still here” e il relativo online show per Fuji TV (un evento magnifico).

Dopo il loro debut album “TREASURE: EP. 1: All to Zero” trainato da “Pirate King” gli ATEEZ hanno navigato a vele spiegate su una scia di successi. L’ultimo di questi, ma solo per ora, è il singolo giapponese “Dreamers”, che è la nuova sigla del famosissimo anime “Digimon”. Inoltre… non scordiamoci che c’è anche la canzone “The Real”, presentata a “Kingdom” e per il momento lasciata allo stato brado, presumo in attesa del comeback ufficiale.

Ma ora basta con le informazioni tecniche, entriamo nel vivo con i 3 punti di forza degli ATEEZ! Mi sono limitata perché ne avrei voluti scrivere 165794, ma i colleghi della redazione Stargarden mi hanno pregata di essere sintetica… e quindi, eccoli qua!

3 punti di forza degli ATEEZ

1. I temi epici e motivanti dei loro album: coesi, portati avanti in modo continuativo e in perenne evoluzione

Gli ATEEZ hanno debuttato sulla scena della musica coreana pop come pirati alla ricerca di un tesoro. In effetti, nelle loro canzoni c’è sempre il tema della ricerca e del restare focalizzati sull’obiettivo.

A livello personale mi ritrovo molto sia nelle suggestioni dei loro brani (sfide, viaggi, pericoli, sogni…) che nelle modalità e nelle immagini che usano per trasmettere queste emozioni. Spesso fanno riferimento agli elementi naturali, utilizzando soprattutto il fuoco, il sole, la nebbia e luoghi come il deserto (che io amo). Sono tutti elementi presenti anche nei miei romanzi.

E ora un piccolo dietro le quinte della saga Stargarden: ho scritto gli ultimi paragrafi di “Dark Ghost” ascoltando in loop per ore una delle mie canzoni preferite, ovvero “Mist, dove anch’io descrivo la nebbia!

2. Le performance magnetiche

Anche quando interpretano canzoni allegre come “Wave” oppure “Horizon” o “Thanxx”, gli ATEEZ hanno un’espressività davvero intensa.

Il loro fascino deriva dalla mimica facciale, molto carismatica, ma anche dalla coreografia e dall’impeto con il quale cantano e ballano. In “Horizon”, ad esempio, i ballerini sollevano Yunho, che è il più alto di tutti… si poteva sollevare Wooyoung che è più basso e leggero, invece no! Gli ATEEZ non fanno mai la cosa più facile: fanno sempre la più scenografica. Inoltre cantano dal vivo senza eccezioni, anche con coreografie molto faticose da eseguire.

Un ulteriore punto forte è che le performance live evidenziano le peculiarità di ogni membro, puntando sulle caratteristiche dei singoli… un po’ come noi Gardeners, che riusciamo a produrre la nostra narrativa sinfonica utilizzando al meglio le diverse voci di ogni autore!

3. La sonorità delle voci

Non sono un’esperta di canto, ma da semplice appassionata posso affermare che gli ATEEZ hanno delle voci davvero riconoscibili e particolari. La voce di Jongho, specialmente, è inconfondibile: potente e in grado di toccare note altissime.

Lo storytelling (geniale) degli ATEEZ

Gli ATEEZ collegano i loro contenuti tramite un potente e geniale storytelling: una sottotrama che accomuna tutti i loro video, le performance, le live, ma anche i programmi a tema (come “Fever Road”) e le competizioni con altri gruppi (come “Kingdom”). Il team di produttori capitanato da EDEN li segue fin da quando erano in training e questa continuità di temi e idee è evidente.

3 simboli ricorrenti nello storytelling degli ATEEZ

Per costruire e portare avanti il loro storytelling, gli ATEEZ usano tre elementi emblematici:

  • Gli Halateez, ovvero i loro alter ego di un’altra dimensione, caratterizzati da divise, maschere e cappelli neri.
  • La clessidra, che con la luna crescente porta loro messaggi attraverso i sogni e con la luna piena permette salti dimensionali
  • Gli uomini mascherati, ovvero i loro nemici. Appaiono sempre o all’inizio o alla fine dei video.

Tutti i brani sono connessi da questi e da altri particolari, che contengono anche spoiler sui video successivi.

Io vado matta per questi dettagli, li trovo geniali!

5 VIDEO degli ateez con risvolti fantascientifici/fantasy/distopici

All’inizio dell’articolo vi avevo chiesto «Perché un appassionato di fantascienza dovrebbe ascoltare la musica coreana pop?». Ebbene, eccoci alla risposta della fatidica domanda. Vi lascio 5 video che vi faranno volare con i loro risvolti fantasy, fantascientifici e distopici.

1. WONDERLAND

Wonderland è l’inizio vero e proprio del viaggio.

In questo video c’è di tutto, da catene e schermi alla natura. La strada inizia e non si può più tornare indietro, sia che la Wonderland si riveli un sogno, sia che si trasformi in un incubo. Il testo è davvero bello ed enigmatico.

2. ANSWER

Penso sia la canzone più amata e misteriosa di tutte. Il video è ricco di simbolismo, come ad esempio quello della farfalla blu (che potrebbe essere un messaggero).

Ci sono molte teorie riguardo al significato di questo video. Una delle possibili interpretazioni è che voglia dire qualcosa come “per uscire dalla gabbia è necessario bruciare per la febbre di raggiungere l’obiettivo”. Ci sono anche molti riferimenti al resto della discografia degli ATEEZ. Tutto il testo si ricollega alle canzoni precedenti (il deserto, per esempio, c’è sia nel video di “Pirate King” che in “Treasure”). Insomma, ogni singolo particolare ha un senso preciso.

3. Say My Name

“Say my name” racchiude molti messaggi sulla ricerca della propria identità, sul dover portare una maschera e sull’essere in trappola. Il riferimento alla luna si ricollega alla clessidra, che come abbiamo visto è parte integrante della storyline targata ATEEZ.

Qui è importantissima la presenza degli Halateez… non vi rivelo troppo per non fare spoiler, ma vi consiglio di vedere il video per capire a cosa mi riferisco!

4. INCEPTION

Il tema di “Inception” è il sogno. A prima vista può sembrare una canzone d’amore, ma chi conosce bene la storia degli ATEEZ può trovare tra le righe un significato più recondito: quello della perenne ricerca del tesoro.

5. 불놀이야 (I’m The One)

Il tema generale di “I’m the one” è l’essere inarrestabili. Il titolo originale in coreano è “giochiamo col fuoco”.

Tenendo in considerazione tutti i loro video precedenti, l’evoluzione è chiara: gli ATEEZ partono con “Pirate King” cercando il loro tesoro. Per farlo attraversano le insidie dei sogni, delle illusioni e delle incertezze. E qui, finalmente, sono oltre.

Il ruolo degli Ateez in “Dark Ghost”

Non ho mai nascosto che il mio essere ATINY (cioè fan degli ATEEZ, da Ateez + Destiny) ha profondamente influenzato il mio romanzo “Dark Ghost“, il cui protagonista è l’asiatico Jo Jo Nishimura.

Illustrazione originale di Keri Blake

Le canzoni degli ATEEZ hanno avuto un ruolo fondamentale nella stesura della mia storia, infatti sono molto (ma molto) presenti nella playlist ufficiale di “Dark Ghost”!

Leggete subito il capitolo 1, dove “Inception” degli ATEEZ è stata grande fonte d’ispirazione!

Jo Jo ha stretto un accordo rischioso con l’International Bureau for Brain Security ed è convinto di riprendere la propria vita da dove l’ha interrotta, anche perché c’è qualcuno che lo aspetta là fuori; ma siamo sicuri che tutto andrà proprio come pensa lui?

Scopritelo subito nel capitolo 1, gratis qui e in anteprima Assoluta solo per voi!

Se volete anche voi rivivere le magiche ed epiche atmosfere degli ATEEZ in compagnia del nostro affascinante Jo Jo… non vi resta che leggere “Dark Ghost”!

“DARK GHOST”: il romanzo che vi mostra il futuro!

In una Terra futuristica diventata “Gaia”, sconvolta dai mutamenti climatici e da un equilibrio geo-politico diviso fra potere, fede e persone sintetiche, essere umani è sempre più difficile. Perché? Be’, i motivi sono tanti… e nel romanzo “Dark Ghost” troverete le risposte che cercate!

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Jo Jo Nishimura, pericoloso bio-hacker, sta uscendo di prigione. Ha stretto un accordo rischioso con l’International Bureau for Brain Security ed è convinto di riprendere la propria vita da dove l’ha interrotta, ma qualcosa va storto: un’esplosione e la sua esistenza va in frantumi.

Qualcuno lo vuole morto… ma chi?

Amanti della carta e dei contenuti extra… a raccolta!

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In questa immagine di anteprima vi presento ADELA, enigmatica cittadina di NUOVA EDEN: che segreti nasconde? Il suo bisogno di sopravvivere in un ambiente molto pericoloso e competitivo si riflette nell’aspetto esteriore trasgressivo e graffiante.

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«Ad lucem» a tutti,

Eva.

PS. Non dite a Jo Jo che l’ho definito “affascinante”, se no si monta la testa 😉

9 pensieri riguardo “Musica coreana pop: il K-Pop fantascientifico degli ATEEZ

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