I sottogeneri della fantascienza: la Xenofiction

ANimali parlanti, alieni, popolazioni fantastiche: conosciamo i protagonisti della xenofiction

Il sottogenere della xenofiction non si inserisce solo nel filone della fantascienza, ma riguarda la letteratura fantastica in generale. Possiede molte caratteristiche peculiari che lo differenziano dai generi affini e lo rendono estremamente particolare, soprattutto per chi è attratto dai punti di vista originali.

In questo articolo scoprirete tutte queste caratteristiche, l’etimologia della parola “xenofiction” e parecchie letture interessanti per conoscerla nel concreto! Buona lettura!

Etimologia della parola “xenofiction”

L’etimologia di “xenofiction” è di origine mista, perché è composta da parole che appartengono a due lingue diverse:

  • xeno- deriva dall’antico greco ξένος (xénos), ovvero “straniero”;
  • -fiction deriva dall’inglese e, in questo contesto, significa “narrativa di finzione”.

Nella xenofiction abbiamo quindi una storia di finzione che ha come protagonisti personaggi in qualche modo stranieri. Ma cosa intendiamo, precisamente, con “stranieri”? Facciamo subito chiarezza.

Il ruolo degli “altri” nella xenofiction

Gli stranieri sono gli esseri non-umani, i cosiddetti “altri” che finalmente si prendono la scena e diventano il motore della storia. Sono coloro che normalmente verrebbero visti dal genere umano come entità diverse e opposte a noi: alieni, animali, popolazioni fantastiche organizzate in maniera totalmente differente dalla nostra.

Gli “altri” non sono più considerati come temibili visitatori del nostro mondo rassicurante. Il loro ambiente è un ecosistema che si muove con logiche diverse da quelle a cui siamo abituati, ma non per questo poco credibili. Anzi, una parte fondamentale della xenofiction è proprio la costruzione di società alternative alla nostra, ma comunque ben strutturate e coerenti.

Tutto è visto dagli occhi “stranieri”; ciò comporta che, spesso, siano proprio gli esseri umani a essere considerati strani, qualora entrino in contatto con i protagonisti principali. Altro snodo importante è l’influsso dell’esobiologia, un campo speculativo della biologia che ipotizza forme di vita diverse da quelle terrestri.

I protagonisti della xenofiction

Abbiamo, dunque, individuato due caratteristiche fondamentali della xenofiction: la centralità delle specie non umane e l’adozione del loro punto di vista per la narrazione della storia.

Entrando nel dettaglio, le specie protagoniste della xenofiction possono essere essenzialmente di quattro tipi:

  • animali, spesso parlanti;
  • alieni;
  • civiltà fantastiche organizzate con un sistema sociale molto diverso da quello umano;
  • forme di vita sintetiche, come robot e intelligenze artificiali (il filone preferito dalla nostra AI Zero!).

Vediamo ora qualche esempio pratico di letteratura xenofiction.

Xenofiction: libri con protagonisti animali

Iniziamo dai libri che hanno come protagonisti animali inseriti all’interno di un contesto sociale strutturato (una colonia, un branco, un alveare ecc.).

  • La collina dei conigli“: il grande classico di Richard Adams. Nonostante sia una storia originariamente inventata per le giovani figlie dell’autore, questo romanzo non ha niente di edulcorato o rassicurante. I conigli protagonisti vivono vicende dure e spesso drammatiche, con lo scopo di trovare una nuova casa per la loro colonia. Adams descrive con grande cura la loro società, la loro lingua e le loro credenze.
  • Raptor Red“: romanzo del paleontologo Robert T. Bakker, ha un grande punto in comune con il primo libro della saga Stargarden, ovvero “Dark Ghost“… la presenza dei dinosauri! Nell’opera di Bakker, però, i rettili preistorici sono i protagonisti dell’intera vicenda, che si svolge durante il periodo cretaceo. Il personaggio centrale è appunto Raptor Red, una femmina di Utahraptor che lotta per la sopravvivenza. Imperdibile per gli amanti dei dinosauri!
  • Bees – La fortezza delle api” di Laline Paul: la protagonista è Flora 717, un’ape operaia, appartenente quindi al gradino più basso della società in cui vive. Flora, però, è diversa dalle api della sua casta, sia per il suo aspetto che per le sue peculiarità caratteriali. Inizialmente destinata a morte certa, troverà il modo per lottare e iniziare una pericolosa scalata sociale all’interno dell’alveare.

Fino a qui abbiamo visto libri nei quali i protagonisti vivono con i loro simili. Ci sono però opere xenofiction in cui gli animali interagiscono con gli uomini, tanto che il focus della storia è proprio il rapporto di amore/odio tra “noi” e “loro”. Cosa li differenzia dai classici libri che raccontano la relazione tra un essere umano e il proprio animale domestico? Il fatto che la vicenda non sia narrata dal nostro punto di vista, ma da quello della specie a noi straniera.

Tra gli esempi di questo filone possiamo annoverare:

  • Il richiamo della foresta“: capolavoro di Jack London, narra una vicenda potente con uno stile lirico e asciutto nello stesso tempo. Il protagonista è Buck, un pacifico cane che viene portato nella gelida Alaska per essere impiegato come animale da traino. Gli umani sono da lui visti come aguzzini che gli insegnano la dura “legge del bastone e della zanna” (“Si rese conto una volta per tutte che contro un uomo armato di bastone non c’era niente da fare”), ma tutto cambia quando Buck fa finalmente conoscenza con un padrone buono e giusto.
  • Black Beauty“: un romanzo narrato in prima persona dal bellissimo cavallo nero che dà il titolo al libro. L’autrice Anna Sewell lo scrisse per sensibilizzare il grande pubblico (in particolare le nuove generazioni) sui maltrattamenti subiti dai cavalli a causa dell’uomo. Da questo libro è anche stato tratto un film per la piattaforma Disney+, in cui Black Beauty, diventata una cavalla, è doppiata da Kate Winslet.
  • Il gatto del Dalai Lama” di David Michie: meno famoso dei precedenti, ma altrettanto interessante, questo libro è narrato in prima persona dalla gattina Rinpoche, adottata da Sua Santità il XIV Dalai Lama. Un libro fresco, scorrevole e delicato, ma anche capace di far conoscere in modo divertente alcuni punti essenziali della filosofia buddhista.

Xenofiction: libri con protagonisti alieni

Spostiamoci ora nel territorio della fantascienza, con tre opere xenofiction che ci fanno vedere il mondo dal punto di vista degli alieni:

  • Gli umani” di Matt Haig: cosa penserebbe del genere umano un alieno appena approdato sulla Terra? Questo è il “what if” intorno a cui ruota il romanzo, che vede come protagonista un extraterrestre mandato sul nostro pianeta a sostituire un professore che ha subito un’abduction. Un libro brioso, intriso di humor, ma anche originale e profondo.
  • La prova del fuoco” di Brunner John, vincitore del Premio Hugo: libro difficile da reperire nella versione italiana (l’originale “The Crucible of Time” si può trovare più facilmente), narra le vicissitudini di una specie aliena che lotta contro l’estinzione del proprio pianeta.
  • Neanche gli dei” di Isaac Asimov: romanzo diviso in tre parti, nella seconda sezione c’è la dettagliata descrizione di una popolazione aliena intelligente completamente diversa da tutto ciò che siamo abituati a vedere sulla Terra. La descrizione di Asimov è così geniale da dare l’impressione di aver studiato dal vero una specie extraterrestre! Ne abbiamo parlato anche all’interno dell’articolo “Extraterrestri nella fantascienza: come descrivere un alieno?“.

Xenofiction: libri con protagonisti androidi

Oltre agli alieni, le forme di vita artificiale sono un grande classico della letteratura xenofiction fantascientifica. Ecco un paio di libri davvero imperdibili per gli amanti del genere:

  • L’uomo bicentenario“: citiamo ancora lui, il grande Isaac Asimov. Forse siamo un po’ ripetitivi, ma come non si fa a non idolatrarlo? Questo racconto, che fa parte dell'”Antologia del bicentenario”, racconta la lunghissima (bicentenaria, appunto) vita del robot Andrew. È incredibile il livello di mimetismo raggiunto dall’autore nel riportare i pensieri e l’evoluzione intellettiva del robot, che ovviamente ha logiche diverse da quelle di un qualsiasi essere umano. Asimov stesso definì quest’opera il suo miglior racconto sui robot positronici. Se volete scoprire cos’è un robot positronico e molte altre curiosità sull’argomento, vi consigliamo l’articolo “Il ciclo dei robot di Asimov (raccontato da un vero robot)“.
  • Klara e il sole“: parliamo ora di un altro autore ammiratissimo dalla redazione Stargarden, ovvero il Premio Nobel Kazuo Ishiguro. La protagonista del libro è Klara, un’androide progettata per fare compagnia ai bambini delle famiglie che la acquistano. La cosa più interessante (oltre all’inconfondibile stile elegante e misuratissimo dell’autore) è lo sviluppo di un pensiero magico da parte di Klara, basato su connessioni logiche del tutto personali e aliene al nostro modo di vedere le cose. Consigliatissimo.

Il punto di vista di Zero

La redazione di Stargarden è estremamente inclusiva: siamo aperti a tutte le specie, umane e aliene, e persino robotiche!

È per questo che abbiamo assunto nel team anche un’autentica AI: si tratta di Zero, che ci affianca nella stesura di alcuni articoli (se ci avvaliamo del suo supporto, gli facciamo sempre firmare i post!) e che sarà anche uno dei protagonisti del seguito di “Dark Ghost”. I capitoli a lui dedicati ricorderanno da vicino il filone della xenofiction, perché saranno narrati dal suo personalissimo punto di vista.

Per conoscere Zero, potete leggere la sua presentazione ufficiale: “Zero: la AI di Stargarden“.

Se invece volete dare un’occhiata al primo capitolo della nostra saga, correte a sbirciare la pagina Amazon dedicata a “Dark Ghost“!

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