Gruppi K-Pop: ecco i più fantascientifici!

Le canzoni k-pop più famose, i gruppi più amati, ma soprattutto… quelli più fantascientifici! Un viaggio per orientarsi nella musica coreana

Carissimi StarSeeds, eccoci qui per parlare ancora di musica, fantascienza e scrittura!

La musica è per noi una fonte inesauribile di ispirazione, per questo ha sempre molto rilievo nel nostro processo creativo e qui sul sito di Stargarden Universe! A questo proposito, avete già ascoltato la nostra colonna sonora originale, prodotta in esclusiva per noi dallo StarComposer Luks Wave?

Abbiamo già spiegato in generale di come musica e letteratura sono fortemente legate nell’articolo “Musica e letteratura: collegamenti tra due arti magiche”. In particolare, questa volta vogliamo parlare dei collegamenti straordinari e dello storytelling magnetico di alcuni artisti che con le loro performance spettacolari hanno ispirato e sempre ispirano le atmosfere di Stargarden Universe!

Abbiamo anche anticipato una bellissima carrellata di nomi interessanti nell’articolo “10 artisti che mixano alla perfezione musica e fantascienza” ma non abbiamo finito di lasciarci ispirare dalla magia della musica! Questo articolo è stato scritto per voi in tandem da Eva (Production Director) e Keri (Production Designer) in modo da unire il nostro entusiasmo incontenibile nei riguardi di questo tema!

Se vi interessa esclusivamente la parte più fantascientifica di questo articolo… scorrete più avanti!

Immagine promozionale dell’album degli ATEEZ “The World – EP.1: Movement”

Quanti gruppi K-Pop esistono?

Si tratta di una domanda legittima ma dalla risposta incerta! Wikipedia ha provato a fornire un elenco in ordine alfabetico… tuttavia, debuttano continuamente nuovi gruppi, così come altri si sciolgono o sono costretti a sospendere le attività per permettere ai membri di completare il servizio militare obbligatorio (la minaccia più grande per la carriera di ogni gruppo maschile in Corea del Sud). Abbiamo parlato delle origini e della diffusione del K-Pop nell’articolo “Musica coreana pop: il K-Pop fantascientifico degli ATEEZ”, dove oltre agli ATEEZ (indubbiamente i nostri preferiti), parliamo anche di Psy, degli SHINee e dei BTS!

Il K-Pop ha un turnover altissimo perché si tratta di un’industria dai ritmi frenetici e disumani; emergere è difficile e continuare a fornire performance, eventi, album e world tour di un certo livello è un’impresa a dire poco eroica. Da fan del K-Pop in generale e da ATINY (fan degli ATEEZ) in particolare, con articoli di questo genere vogliamo anche distruggere i pregiudizi nei confronti di artisti che danno veramente tutto per i fan e per la musica e che spesso vengono definiti in Occidente con termini dispregiativi che non ripeteremo.

K-Pop non significa solo canzonette leggere (che comunque non hanno fatto nulla di male per meritare tanto odio), ci sono gruppi che si impegnano in concept molto complessi, in canzoni dai testi magnifici e che creano una vera connessione con i fan tutto l’anno e non solo in vista di tirare fuori i soldi per i nuovi album, al contrario di tante superstar internazionali. Sono anche questi artisti che ispirano Stargarden Universe e per questo abbiamo scelto di dare loro il rilievo che meritano.

Qual è la canzone K-Pop più ascoltata al mondo?

Che vi piaccia o no… “Gangnam Style” di Psy ha fatto la storia ed è tutt’ora nell’Olimpo delle canzoni più ascoltate al mondo! Questa canzone psichedelica ha portato il K-Pop in Occidente come un tifone e ha ottenuto il grande traguardo di essere il primo video del mondo a raggiungere un miliardo di visualizzazioni su YouTube.

Se pensate che Psy sia andato in pensione… vi sbagliate! Oltre a gestire P Nation, la sua agenzia, nel 2022 è tornato sulle scene con “That That”, prodotta da SUGA dei BTS! La canzone è molto ironica e divertente e la presenza di SUGA (conoscendo la sua avversione per il ballo…) lo rende ancora più simpatico.

Subito dopo Psy, c’è “DNA” dei BTS, anche se man mano tutti i più grandi successi dei BTS si stanno avvicinando alla vetta delle canzoni più famose… che ricordiamo non sono limitate a “Dynamite” e “Butter”, che rappresentano una fase più recente della loro carriera.

Altre canzoni K-Pop molto famose sono “N.1” di BoA”, “Growl” degli EXO e “Ring ding dong” degli SHINee… addirittura bandita durante il periodo degli esami a causa del ritornello ipnotico (sorvoliamo invece sulle capigliature)!

Fra le più recenti ci sono sicuramente i successi delle BLACKPINK, come “DDU-DU DDU-DU” e “As if it’s your last”… la situazione corrente delle BLACKPINK ha dell’incredibile perché all’apice del successo l’agenzia (fra l’altro una delle big) ha smesso di promuoverle seriamente e ancora non c’è una data per un nuovo comeback dopo una pausa di ormai due anni da “Lovesick girls” nel 2020. Si è parlato di un nuovo album nel 2022 e di un tour… ma per ora tutto tace. Sono usciti alcuni progetti con le ragazze come soliste, come modelle e come attrici, però come gruppo non ci sono stati grandi movimenti nonostante la fama mondiale. L’ultima notizia è quella della creazione di avatar 3D per partecipare all’evento PUBG Mobile 2022 In-Game Concert. Pare che nell’ambito dell’evento verranno svelati dettagli sui programmi delle BLACKPINK. Come vedete, anche loro si stanno muovendo verso la realtà virtuale!

Qual è il Gruppo K-Pop più famoso?

La risposta breve è: i BTS! Però è molto riduttiva e non rende giustizia a ciò che succede nel panorama musicale K-Pop. I BTS sono stati i primi a riuscire a raggiungere un successo globale che mette d’accordo sia i fan locali che quelli internazionali. Nonostante questo, nonostante i loro impegni sul fronte sociale, i tour mondiali sold out e ogni altro successo… anche i BTS continuano a subire le discriminazioni di organizzazioni retrograde quali i Grammy, che ancora rifiutano di riconoscere il loro peso globale.

Senza sminuire i BTS, questa domanda, in realtà, non ha una vera risposta univoca… per un motivo molto “semplice”. Essere famosi in Corea del Sud ed essere famosi a livello globale sono due risultati estremamente diversi e non sempre conciliabili né comprensibili. Inoltre, si tende a distinguere fra gruppi maschili e gruppi femminili ed è usanza comune anche distinguere a quale “generazione” di K-Pop appartengano gli artisti. Al momento siamo nel fiore della quarta generazione (ATEEZ, Stray Kids, TXT, ITZY, ENHYPEN, Aespa, Purple Kiss, ecc). I BTS appartengono alla terza generazione, insieme a EXO, BTOB, BLACKPINK, TWICE, MonstaX, GOT7, NCT e molti altri che hanno altrettanti fan, anche se non hanno raggiunto i risultati dei BTS o semplicemente non sono stati altrettanto pubblicizzati.

Secondo la logica comune, se sei famoso in patria, diventi poi conosciuto anche all’estero… e invece no! Ci sono alcuni artisti, come per esempio ATEEZ e Dreamcatcher, che hanno una fanbase inossidabile all’estero, mentre in casa ancora subiscono discriminazioni. Si tratta di gruppi che hanno fatto tour mondiali sold out in tutte le date (ero presente a ben due delle date esaurite – Eva) anche quelle supplementari aggiunte per andare incontro alla domanda spropositata di biglietti. Si tratta di show che durano circa tre ore (esclusi soundcheck e saluti face to face dopo il concerto) in arene con circa 20.000 persone, in cui gli artisti non si fermano mai, fra coreografie pirotecniche e canzoni mozzafiato. Sono show che non hanno nulla da invidiare (ma proprio nulla) a grandi rockstar e artisti più noti (che ho visto dal vivo ripetutamente – Eva)

Nonostante il successo internazionale, in Corea non ricevono sufficienti attenzioni. A questo è necessario aggiungere anche i meccanismi che muovono le chart internazionali e quelle coreane, perché alcuni punti chiave riguardano i canali di distribuzione e chi vi ha accesso… elementi che non hanno nulla a che vedere con la bravura degli artisti e la loro popolarità e che dipendono dal peso della loro agenzia sul mercato.

È possibilissimo essere super famosi in Corea del Sud e avere una fanbase internazionale scarsa… così come è una realtà molto concreta essere amati dal resto del mondo e ancora lottare per farsi riconoscere in patria, con votazioni cambiate in corso d’opera durante alcuni eventi, nomination non pervenute a certi premi, numeri di streaming misteriosamente eliminati, parametri di votazione modificati in circostanze dubbie e altri stratagemmi per venire apertamente sabotati quando si riceve troppa attenzione; e ancora, plagi che restano impuniti e insabbiati in malo modo e altre mirabolanti avventure; se vi sembra un sistema che ha del mafioso… sì, è così!

In genere, i gruppi che trovano più fortuna all’estero sono quelli che osano proporre concept azzardati (e spesso fantascientifici), discografie con un range vasto, look originali e scelte meno conservative. Le Dreamcatcher, in particolare, hanno diversi album dal sound rock-metal, che non si concilia molto con l’ossessione coreana per tutto ciò che è cute. Sebbene siano in grado di sviluppare anche concept di quel tipo, è con canzoni più potenti che danno il meglio, come per esempio “Scream”, dal video magico e inquietante.

Purtroppo, specialmente per quanto riguarda i gruppi femminili, imporsi sul mercato locale senza piegarsi a un certo tipo di estetica patinata, ma anche estremamente ripetitiva, è molto difficile. Per contro, portano invece sul mercato internazionale canzoni che non hanno tutte le volgarità e i testi orripilanti e senza senso dei tormentoni nostrani. Per i fan internazionali sono una vera boccata d’aria fresca, specialmente per chi apprezza più generi; con un gruppo solo si può andare con nonchalance dal metal all’EDM, passando per ballate degne di un K-Drama storico (come la canzone solista di Siyeon “Entrancing”). Attualmente, le Dreamcatcher sono impegnate nel tour mondiale “Apocalypse: save us”, lanciato con l’album che porta lo stesso nome e che si accosta perfettamente al nostro gusto fantascientifico e ai temi di Stargarden Universe (parleremo ancora delle Dreamcatcher in questo articolo!).

Non tutti gli ostacoli alla fama in patria provengono però dallo stile. Purtroppo, gli artisti promossi da agenzie di dimensioni minori rispetto a quelle che da decenni dominano l’industria o dalla più recente HYBE (portata al successo dai BTS, precedentemente sfavoriti dello stesso sistema) vengono sistematicamente discriminati ai music show e altri eventi con trattamenti di serie B sotto gli occhi di tutti… come per esempio dare a loro seggioline da campeggio e agli altri divanetti e poltrone (tratto da una storia vera: ATEEZ a “Kingdom” nel 2021 per Mnet… tanto da dover rimediare negli episodi finali dopo le ripetute lamentele del pubblico).

Tuttavia, nonostante la lunga premessa e i vari meccanismi annessi, nel 2022 possiamo concordare sul successo planetario ed estremamente sudato e meritato dei BTS!

Qual è il secondo gruppo K-Pop più famoso?

In generale, al secondo posto ci sono gli EXO! Io (Eva) li ho conosciuti con “Love shot”… al momento non sono molto attivi a causa del servizio militare obbligatorio.

Basandoci invece sulla attuale quarta generazione, se vogliamo guardare le notizie, possiamo azzardare i TXT (TOMORROW X TOGETHER)… tuttavia, volendosi scostare da quella che è la propaganda di HYBE, è probabilmente possibile vedere che al momento i più famosi sono gli Stray Kids. Il commento non vuole gettare ombra su nessuno, siamo anche noi multistan, si tratta solo di riconoscere che il peso di HYBE come impresa e business partner globale ha un ruolo determinante nella percezione degli artisti che promuove. La grandezza del fandom degli Stray Kids (chiamato STAY) è innegabile, lo si vede anche dalla popolarità delle dirette settimanali di Bang Chan, il leader del gruppo.

Felix, membro degli Stray Kids (fanart di Keri)

Volendo invece andare un po’ più indietro, non è possibile non nominare TWICE (ancora impegnate con tour mondiali sold out), SHINee, 2NE1, HIGHLIGHT, BIGBANG, Girl’s Generation, Red Velvet, SEVENTEEN e SUPER JUNIOR (per dirne alcuni!).

Gli SHINee, in particolare, brillano di luce propria anche da solisti e hanno riempito stadi e arene sia in gruppo che singolarmente… specialmente Taemin (membro più giovane degli SHINee), che dopo Psy è il solista K-Pop maschile più famoso al mondo: oltre alle doti vocali lo ricordiamo anche come un ballerino straordinario.

“Advice”, l’ultima canzone di Taemin prima di partire per il servizio militare

La solista femminile più famosa è invece IU. Se amate i K-Drama, la ricorderete sicuramente anche come attrice in “Hotel Del Luna” (imperdibile!).

Quali sono i gruppi K-Pop più fantascientifici?

Ci sono diversi gruppi che propongono concept e idee fantascientifiche, al momento ci limitiamo a nominare solo quelli che abbiamo trovato più interessanti, senza nulla togliere a tutti gli altri!

Per esempio, le Aespa (nome composto da “Avatar X Experience” e “Aspect”) hanno degli avatar AI chiamati æs che vivono e interagiscono con loro. Si incontrano grazie al processo chiamato SYNK, ma il cattivo Black Mamba vuole tagliare questa connessione fra il mondo reale e il FLAT (dove vivono gli avatar): la missione delle Aespa è impedire che ciò avvenga.

Una novità del 2022 sono i SUPERKIND: uno di loro è un “virtual human”, come viene definito da loro. “Watch out” è il loro debut single. Vediamo che il virtual human balla e canta insieme agli umani veri. È ancora da vedere come verranno gestiti gli show dal vivo.

L’ispirazione nasce dal cantante virtuale Adam realizzato nel 1998… osserveremo come si evolverà la situazione con molto interesse! Il pericolo è che l’umano virtuale tolga rilievo agli umani veri… in effetti nel K-Pop, sempre tendente a un livello di perfezione disumanizzante, beneficerebbe molto dell’eliminazione di esseri umani da selezionare, allenare, nutrire, gestire e magari anche pagare… È molto probabile che il business del futuro sarà più orientato verso idol digitali.

Questo è il debut trailer del ragazzo virtuale Saejin, come vi sembra?

Degni di nota (per tanti motivi, ma ora parliamo di quelli fantascientifici) sono gli Stray Kids. Seppure non abbiano una storyline sci-fi da seguire, di fatto propongono concept spesso ispirati al mondo dei supereroi e non mancano nemmeno effetti speciali dal taglio cinematografico. Con questo stile ricordiamo per esempio “Thunderous”, “Maniac” e “Venom”. Anche loro, al momento, sono in tour in USA.

Le Dreamcatcher hanno davvero tanti video con concept fantasy e sci-fi e spesso incorporano un sound rock-metal che altri gruppi raramente presentano. “Maison” apre la nuova serie di album con il concept apocalisse, che segue quelli precedenti della distopia e degli incubi: basta guardare i titoli degli album della loro interessante discografia per seguire un filo conduttore.

Le teorie sul loro worldbuilding sono tantissime perché in ogni video si ha l’impressione di vedere un film e i collegamenti con i video precedenti sono molti. Due delle nostre canzoni preferite sono le B-side track “Starlight” e “Poison love”, che vi consigliamo di ascoltare e che già da sole dimostrano la varietà e la versatilità delle Dreamcatcher!

In “Maison” ci sono tantissimi elementi fantascientifici che accomunano questo concept e le idee alla base di Stargarden Universe. In apertura vediamo una metropoli in rovina, ci sono dei nemici armati di laser, poi appaiono dei portali e le ragazze sembrano delle divinità con outfit che ricordano la mitologia greco-romana.

Senza fare spoiler, il flair mitologico è presente anche in Stargarden Universe e c’è un motivo preciso… anche l’ambientazione spazia dalle aree iperurbanizzate ai deserti in espansione passando per foreste lussureggianti. Il problema ambientale è uno dei temi trattati anche in Stargarden Universe, dove il clima è altamente instabile e restare allo scoperto durante una pioggia acida può anche significare la morte. La ricca Gens Gaia è dotata di impianti di sterilizzazione da usare prima di varcare la soglia di casa, ma lo stesso non si può dire per i Miser di Fuck Town. Insomma, con questo video, la nostra passione per l’ambientazione di Stargarden Universe è stata ulteriormente alimentata grazie alle tante analogie e alla canzone motivante!

Anche “BOCA” presenta il mix di estetica cyber e di atmosfere naturali e fantastiche che amiamo tanto a Stargarden Universe… non per niente ci definiamo cybernature!

La commistione di fantasy e fantascienza che si vede spesso nei video delle Dreamcatcher è analoga alla nostra idea di Stargarden Universe, che coordina fantascienza, misticismo e misteri per dare vita alla Terra del futuro: Gaia. Questo genere di unione offre degli spunti per esaminare anche un altro argomento caldo, cioè la differenza fra utopia e distopia. Ne parliamo meglio nell’articolo dedicato “Utopia e distopia sono davvero concetti opposti?”.

Premesso che tutti gli artisti sono meritevoli di attenzione, per noi i re indiscussi della quarta generazione del K-Pop (e non solo…) sono gli ATEEZ! L’affinità stellare che ci lega ha dei risvolti magici: temi, idee e tipologia di storytelling dal taglio cinematografico, voglia di innovazione e di proporre qualcosa di diverso al pubblico, la varietà di toni che passa da quelli epici e drammatici a quelli più freschi e scherzosi… questo e molto di più è alla base di Stargarden Universe e si riflette alla perfezione nella produzione passata e soprattutto corrente degli ATEEZ.

Ci sono molti elementi chiave che rendono gli ATEEZ estremamente riconoscibili e diversi dagli altri artisti sia sulla scena internazionale che limitandosi al K-Pop. Prima di tutto, lo stile e la personalità di ognuno degli otto membri è evidente sia nello styling che nella performance (canora e interpretativa): un tipo di libertà che nel K-Pop rappresenta un’eccezione pericolosa, perché la tendenza prevalente è quella di presentare un gruppo uniforme e non sopra le righe.

Quando si assiste a un’esibizione degli ATEEZ (in particolare dal vivo) è come essere trasportati in un altro mondo, perché l’immersività dei loro show è totalizzante e uno degli ingredienti di questa magia è proprio l’individualità di cui sopra. Ognuno di loro mostra espressioni facciali marcate e coinvolgenti, spaventose, se la canzone lo richiede (come nel caso di “Hala Hala”), una cosa decisamente lontana dal K-Pop tradizionale fatto di pose plastiche e sorrisi da paralisi facciale. L’individualità espressiva include anche lo stile del ballo e del canto. Tutti eseguono la stessa coreografia, eppure, anche senza guardarli in faccia, ognuno di loro è riconoscibile dallo stile con cui interpreta i movimenti. Le movenze sono poi un match perfetto per il tipo di voce e di stage presence. Ognuno di loro può stare da solo sul palco in un’arena urlante e in evidente delirio senza alcun problema: il meglio assoluto è però quando tutti e otto si esibiscono insieme perché l’unione degli elementi singoli crea un mix diverso, originale e ipnotico.

Mingi, rapper e membro degli ATEEZ (fanart di Keri)

Questa idea del fare dell’individualità un punto di forza che dà più valore e sfaccettature a un insieme coeso è presente anche in Stargarden Universe. La serie è infatti composta da romanzi creati dall’estro di persone diverse sia per stile narrativo che per caratterizzazione dei personaggi: insieme, proponiamo una serie contraddistinta dalla narrativa sinfonica. Il fine della narrativa sinfonica è favorire la diversità per creare un’unica composizione che spicca per varietà di contenuti e tecniche.

Espressività e individualità sono caratteristiche accentuate da un altro fattore che distingue gli ATEEZ dagli altri: lo storytelling eclettico e geniale. Gli ATEEZ, infatti, sono i protagonisti di una storia distopica e fantascientifica sviluppata attraverso svariati mezzi multimediali principalmente gratuiti.

Seong Hwa, membro degli ATEEZ (fanart di Keri)

Dato che tutta la musica è disponibile sul canale YouTube degli ATEEZ e sul canale ufficiale di KQ (la loro agenzia), l’unico vero contenuto a pagamento per carpire i dettagli della storia è l’album fisico. È infatti possibile seguire lo sviluppo acquistando gli album nella versione Diary, che oltre al photobook con un’estetica diversa dalle altre due versioni disponibili (la A e la Z) offre le preziose sezioni di narrazione.

A partire dalla serie FEVER, gli ATEEZ hanno iniziato a presentare queste Diary Version nelle quali ci sono, come suggerisce il nome, degli stralci di diario (in coreano e in inglese) che raccontano ciò che sta succedendo dal punto di vista di ognuno degli otto membri trasformati in personaggi all’interno di una ambientazione chiaramente distopica e post-apocalittica. Se vi piace questo tipo di atmosfera, non potete perdervi l’articolo dedicato “Distopia: esempi di scenari apocalittici per tutti i gusti”.

Imprescindibile per entrare nel metaverso narrativo degli ATEEZ è il Diary Film (riportato qui sotto) che introduce le caratteristiche, le sfide e le paure di ognuno dei membri/personaggi. I riferimenti al Diary Film sono coerenti e continui in tutta la produzione successiva e specialmente nei cinematic trailer rilasciati in vista del comeback in corso, di cui parleremo più avanti in questo articolo!

Una delle finezze che rende il Diary Film particolarmente emozionante è anche sapere che le storie narrate sono direttamente basate sull’esperienza personale dei singoli membri. Finzione e realtà si amalgamano alla perfezione.

Per quanto ci riguarda, la rivelazione più sconcertante riguarda Wooyoung, che prima di approdare a KQ non si sentiva a proprio agio di fronte alla telecamera… fra tutti, mai avremmo pensato a un Wooyoung timido, nemmeno con molto impegno! Per fortuna ha superato questo ostacolo alla grande, come si può vedere molto (MOLTO) bene nella feature di Studio Choom per la serie AOTM (Artist Of the Month) di giugno 2021.

Diary Film – FEVER Part 1

Passando alle esibizioni live, gli ATEEZ avevano già anticipato il mood e i temi del nuovo album addirittura nel 2021, quando hanno partecipato alla competizione “Kingdom” e approfittato dell’occasione per espandere ulteriormente la loro storyline!

Il video che segue è una delle sfide del programma, in questo caso era prevista la cover di uno degli altri gruppi partecipanti e gli ATEEZ hanno scelto “Rhythm Ta” degli iKON. Il focus, a questo punto, non è più tanto la cover quanto la ricchezza di dettagli e la forza espressiva e magnetica nella rappresentazione di ogni scena.

Gli ATEEZ si rifanno chiaramente a serie e film popolari per catturare l’attenzione degli spettatori e portarla sui temi che vogliono veicolare con la propria arte. In questo video si riconoscono subito “La Casa de Papel”, “V for Vendetta” ed “Equilibrium”. L’ultimo titolo è particolarmente rilevante per ciò che segue perché il tema chiave del nuovo album si basa proprio sul motto terrificante the disease is human emotion. Canto, ballo, disegno e ogni forma di espressione artistica vengono proibiti per evitare lo sviluppo delle emozioni, che possono provocare anche dolore, guerre e violenza. I parallelismi con “Equilibrium” sono molti e ne parleremo meglio nella sezione dedicata al nuovo album e all’estetica cyberpunk.

Questo tipo di taglio altamente cinematografico e suggestivo è stato ripreso e sviluppato ulteriormente durante il concerto online “ATEEZ XR SHOW [FEVER : eXtended edition]” che oltre al concerto vero e proprio includeva delle scene pre-registrate in cui gli ATEEZ recitavano come in un film alcune sequenze che man mano spiegavano dei pezzi di storyline o creavano nuove aspettative.

Durante la sezione europea del world tour del 2022 hanno continuato a rilasciare contenuti criptici e in pieno stile distopico e sci-fi… ma anche di guerrilla marketing, anticipando così senza esplicitare il titolo, la nuova title track di questo comeback di luglio 2022, “Guerrilla”. Alle location dei concerti sono apparsi dal nulla dei poster dotati di QR Code che portavano a questo video (all’epoca senza la data di uscita del nuovo album), mostrato poi anche nell’arena prima dell’inizio dello show:

Il viaggio degli ATEEZ attraverso le insidie di utopia e distopia si dipana grazie a salti dimensionali e temporali che permettono loro di esplorare non solo diverse versioni di loro stessi ma anche stili musicali ed estetici diversi. Nell’articolo “Musica coreana pop: il K-Pop fantascientifico degli ATEEZ” abbiamo già avuto modo di vedere che ci sono almeno tre elementi fondamentali nel worldbuilding degli ATEEZ:

  • Gli Halateez: i loro alter ego di un’altra dimensione, identificati da divise, maschere e cappelli neri.
  • La clessidra: con la luna crescente porta loro messaggi attraverso i sogni e con la luna piena permette salti dimensionali
  • Gli uomini mascherati: i loro nemici android guardian, spesso in versione bianca con borchie e spuntoni.

In particolare, l’avvicinamento all’estetica cyberpunk e postcyberpunk è iniziato con il video di “Déjà vu”, in cui vengono introdotti gli outfit in stile racing, droni, scanner e un fatto molto importante: la clessidra, in mano a Yeosang, si rompe… significa che gli ATEEZ sono prigionieri in un’altra dimensione? In effetti compare brevemente Hong Joong in versione Halateez…

Hong Joong, rapper e capitano degli ATEEZ (fanart di Keri)

Inoltre, sempre parte della loro ambientazione tipica sono il capannone (probabilmente lo stesso del Diary Film, diventato la loro base operativa) e il tetto dell’edificio durante le scene con la pioggia: si tratta della stessa location dalla quale è partito il concerto online, solo che in quel caso erano in scena gli Halateez!

Focus: gli ATEEZ e il cyberpunk

Il comeback in corso che presenta il nuovo album “THE WORLD EP.1 : MOVEMENT” è finora il più inquietante e fantascientifico di tutti (per nostra immensa gioia!). Gli ATEEZ possono vantare una storyline molto complessa e multidirezionale che prende in considerazione sia l’utopia con “Utopia”, “Wave”, “Dreamers” e “Eternal Sunshine”, per esempio, che la distopia con “Hala Hala”, “Say my name”, “Fireworks” e “Déjà vu” per citarne solo alcune. Questo è certamente un grandissimo punto di incontro con Stargarden Universe. Anche nella nostra serie, infatti, accostiamo atmosfere utopiche come Nuova Eden a scenari distopici, come la psichedelica Urbe Ancestralis. Parliamo meglio di questa dualità nella sezione ambientazione di questo sito.

Questa volta gli ATEEZ hanno scelto di tuffarsi negli abissi della distopia per combattere un sistema soffocante che non tollera l’esistenza delle emozioni. Hanno rilasciato ben due cinematic trailer che riprendono l’estetica e i temi del film del 2002 “Equilibrium”. Menzione d’onore, a parte il contenuto (top!), per la tecnica, la fotografia e la bellezza delle immagini che non sfigurerebbero in nessun cinema! Anche questo è un lavoro di Digipedi.

ATEEZ versione cyberpunk! (Fanart di Keri)

In “Equilibrium”, la popolazione assume giornalmente un farmaco che impedisce di provare emozioni: di conseguenza, almeno in teoria, non esistono le pulsioni violente che hanno provocato guerre e altri problemi.

Il trailer di “Equilibrium” – film assolutamente consigliato nonostante sia ormai invecchiato!

Anche nell’ambientazione proposta dagli ATEEZ le emozioni sono state bandite e nel nuovo trailer si vede come le masse vengano controllate tramite un continuo lavaggio del cervello.

In Stargarden Universe la convivenza fra esseri umani e sintetici (i synt) è ormai un dato di fatto. Tuttavia, come è davvero possibile distinguere emozioni umane e genuine da emozioni generate da una intelligenza artificiale? Le reazioni biochimiche e gli impulsi elettrici generati dalle simulazioni delle AI valgono davvero meno di quelle prodotte da organi umani? Se vi appassiona questo argomento, Stargarden Universe fa proprio al caso vostro! Abbiamo anche preparato un articolo introduttivo che vi aiuterà a comprendere meglio il tema: “Cos’è la noosfera di Teilhard de Chardin?”.

In Stargarden Universe tutta (o quasi…) la popolazione è dotata del dispositivo G-Connect, che si innesta sulla ghiandola pineale e la utilizza per amplificare il ricevimento e la trasmissione di impulsi fra esseri umani e synt direttamente per via mentale e grazie alle onde cerebrali.

Attraverso il G-Connect passano prodotti e servizi di ogni tipo, specialmente virtuali. Il G-Connect è prodotto dalla GEA, l’organo più potente su Gaia, la Terra del futuro. Siamo sicuri che essere sempre connessi sia la vera soluzione?

In entrambi i trailer (qui sotto) l’atmosfera distopica è resa in modo magistrale, guardare per credere! Sembrano i trailer di un nuovo K-Drama imperdibile! Se non parlate coreano, attivate i sottotitoli perché le parole sono molto rilevanti! Bonus: nel secondo trailer c’è anche uno degli attori visti nel K-Drama “Tomorrow”!

L’affinità con Stargarden Universe è incredibile, perché uno dei fili conduttori di tutta la serie è proprio l’utilizzo del dispositivo G-Connect, che presenta delle similarità con l’uso mostrato nell’apertura del primo trailer. Insomma, per noi questo comeback è già spaziale!

Questi due cinematic trailer sono “solo” il preludio al video della title track “Guerrilla”, che vi consigliamo di guardare da seduti e con le cuffie! Oltre all’estetica chiaramente distopica e fantascientifica che caratterizza tutto l’album, emergono anche i lati emotivi della storia che si rifanno al Diary Film. Infatti, confrontando ciò che succede ai singoli membri nel Diary Film e cosa succede nei trailer, i parallelismi sono numerosi. Emerge anche una costante già anticipata sia durante “Kingdom” che in altri contenuti: San porta al braccio una fascia simile a quella del capitano Hong Joong e si fa rincorrere come diversivo. Si capisce che San cerca di proteggere il capitano e il resto del gruppo indossando la fascia per confondere i nemici.

Come succede in tutti gli album degli ATEEZ, la sequenza delle canzoni è rilevante perché costruisce una storia e delle atmosfere create per essere recepite al meglio andando in ordine. Il nostro album fisico che contiene i pezzi di diario che approfondiscono la storyline è in questo momento in viaggio direttamente dalla Corea del Sud… le aspettative sono alle stelle!

Ecco quindi la tracklist dell’album “THE WORLD EP.1 : MOVEMENT”.

Ci teniamo a fare un piccolo disclaimer: noi non siamo esperte di musica, quella segue è una disamina delle nostre sensazioni e opinioni, non una recensione dal punto di vista della critica musicale. Apprezziamo non solo gli ATEEZ come gruppo, ma tutto lo staff che li segue e che crea questi contenuti entusiasmanti. Tutte le traduzioni dal coreano e i confronti fra i testi delle varie canzoni sono un lavoro di speculazione a cura di Eva se non indicato diversamente.

Come già si capisce dai titoli, il tema distopico è molto forte e si vede il climax centrale rappresentato (anche graficamente) da “Guerrilla”, preceduta da canzoni che fanno da base allo sviluppo successivo e seguita da canzoni che mostrano cosa succede dopo la ribellione.

Facciamo una panoramica di ciò che intendiamo quando parliamo dello sviluppo della storia attraverso la musica presentata nell’album. Ci sarebbe moltissimo da dire ma cercheremo di essere brevi. Abbiamo linkato tutte le canzoni al rispettivo audio, che ovviamente consigliamo di ascoltare!

Propaganda: è una track di introduzione e la musica che si sente anche nei trailer di anteprima, esorta a svegliarsi ed elenca una serie di problematiche sociali che ben conosciamo anche già oggi e nella nostra realtà quotidiana. Si parla di bugie, di vuoto, di odio e via dicendo. In particolare, il tema della menzogna è molto forte in tutto l’album e si ricollega alla storia in vari modi, dato che spesso vengono usate maschere e altri espedienti per parlare della ricerca della propria identità. Insomma, siamo in piena distopia orwelliana.

Sector 1

È una canzone psichedelica che esorta a svegliarsi e a cercare la verità: il Sector 1 rappresenta il luogo in cui dovrebbero trovare delle risposte. Un’altra cosa che caratterizza la qualità altissima dei testi e la coesione dello storytelling eccezionale degli ATEEZ è anche la selezione della palette di colori nominati nelle varie canzoni, che non è mai casuale, qui abbiamo il rosso e il grigio. Yeosang apre con “빨간 불빛이 터지네 회색 도시 위로 흩어지네”, cioè “il bagliore rosso della luce* esplode e si disperde sulla città grigia”. Si tratta di un parallelismo con gli scenari descritti anche in “Take me home” da Mingi, quando dice “눈물 닦아 사방이 검붉기에” “asciugati le lacrime, tutt’intorno è rosso scuro” e da Jongho “회색 도시를 벗어나 빛을 따라가” cioè “fuggi dalla città grigia e segui la luce” (Jongho dice di seguire la luce anche in altre occasioni, come in “Turbulence”).

Curioso notare che Yeosang apra anche “Inception”, in cui si parla di sogni, e che ora inizi questa canzone in cui si parla di risvegli; coincidenze? Non credo!
Ci sarebbero ancora molti confronti da fare, ma per dare un’idea del tema questo è sufficiente.
Sector 1 parla della difficoltà riscontrata nel provare emozioni, di come le bugie ci circondino e di come sia ora di uscire da questa oscurità. Un altro tema ricorrente negli ATEEZ è l’essere intrappolati in un sogno, come si vede in “Inception”, per questo l’atto di risvegliarsi ha molteplici livelli interpretativi. Anche Keva, la creatura biosintetica protagonista di “Dark Blossom”, ha un rapporto molto particolare con i risvegli e con le emozioni… ma per ora preferiamo evitare di fare troppi spoiler!

(*불빛 indica nello specifico la luce creata dai riflessi del fuoco e si collega anche alla canzone “Fireworks”, il cui video è ambientato ai margini della stessa città grigia nominata anche in “Sector 1” e “Take me home”.
Per una spiegazione di “Fireworks” consigliamo l’articolo “3 canzoni per il deserto delle Dune di Vetro”. Parliamo meglio di “Take me home” nell’articolo “3 canzoni per essere Jo Jo Nishimura”.)

Nel contesto di Stargarden Universe, “Sector 1” rappresenta anche i nostri protagonisti, che sono chiamati a risvegliarsi e a capire che ciò che accade attorno a loro li riguarda più di quanto avessero mai creduto.

Cyberpunk

Questa è stata immediatamente la nostra canzone del cuore, perché oltre al tema e al titolo, riprende anche le sonorità tipiche della synthwave che fa da colonna sonora costante a Stargarden Universe fin dalla sua nascita. Cyberpunk parla di stasi e confusione, descrive lo stato dal quale Sector 1 incita a svegliarsi… infatti la track successiva è “Guerrilla”.

Il testo è molto inquietante, distopia pura (ma purtroppo vicinissima al mondo odierno). Si parla di realtà controllata, di perdita di significato, di silenzio oppressivo, di assenza di felicità e della presenza costante della menzogna.
Un aspetto notevole è il ritornello, che ha questa sensazione di carosello vorticante, mood che viene ripreso anche nel testo nelle parti finali di San: “거짓들의 Carnival” cioè “carnevale di bugie”. Il modo in cui testo e melodia si rispecchiano è geniale!

Per noi questa canzone rappresenta alla perfezione Urbe Ancestralis, una delle ambientazioni principali di Stargarden Universe. È una megalopoli caotica e spersonalizzante, in cui le persone vivono controllate dal consumismo e soprattutto dal dispositivo G-Connect. Nessuno sa veramente dire che cosa è vero e che cosa è falso, quando virtuale e reale si fondono, la verità non è mai né ovvia né facilmente (o del tutto) raggiungibile.

Guerrilla


Prima di tutto parliamo del video incredibile, che già di per sé è come vedere un film. Il sunto è semplice: la ribellione inizia, i ragazzi che nei trailer subivano il lavaggio del cervello vedono adesso le immagini della rivolta, vengono distribuiti volantini (che spuntano anche nel video di “Turbulence”) e le emozioni emergono attraverso la musica e il ballo. Tutte queste esternazioni danno dei risultati, perché alla fine del video un bambino con l’uniforme dell’accademia mostrata nei trailer trova il loro covo per unirsi alla rivolta.

Tralasciando per un attimo la canzone, la coreografia e gli outfit (anche se è molto difficile farlo!) questo video è una miniera di riferimenti alla cultura pop, all’arte, alla fantascienza e alla distopia. Abbiamo già parlato di “Equilibrium”, con lo skyline grigio, i dirigibili e il ban delle emozioni… passiamo quindi a due dei parallelismi in assoluto più evidenti.

Gli ATEEZ non sono nuovi a coreografie che sembrano quadri, la dimostrazione è la versione di “Inception” presentata durante il world tour, ma in questo video voliamo altissimi! C’è un fotogramma che riprende in modo inconfondibile il famosissimo quadro “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix. Questo riferimento non solo è perfetto per il tema della guerrilla, ma si ricollega anche al setting del video (ripreso da “Equilibrium”) con opere d’arte nascoste nel loro covo, dato che l’arte è una forma di espressione emotiva e dunque vietata. Includere una scena simile nel video è una mossa superba che mostra quanto l’impegno del team alle spalle degli ATEEZ sia intenso, eclettico ed estremamente dettagliato.

Eugène Delacroix – Le 28 Juillet. La Liberté guidant le peuple

Uno degli omaggi più grandi dell’estetica del video è quello a “Metropolis” di Fritz Lang e Thea von Harbou, capolavoro e base del cinema di fantascienza moderno. I riferimenti a “Metropolis” si trovano anche nella storyline generale degli ATEEZ, che parla di miasmi, di androidi, di sotterranei, di sorveglianza e di rivolte.

1927 Boris Bilinski (1900-1948), poster del film “Metropolis”

Questa immagine fa da sfondo a uno degli stacchi coreografici e si integra alla perfezione con lo skyline mostrato anche in parecchi video precedenti, fra cui anche “Eternal Sunshine”.

Dal punto di vista del testo, l’intera canzone è un vero e proprio inno al risveglio e alla lotta, ogni strofa è significativa, in particolare verso la fine le parti di San e di Jongho riprendono in modo esemplare tutto ciò che è il tema distopico:

두 귀를 막은 채
두 눈을 가린 채
똑같은 인형처럼
살 순 없잖아

con entrambe le orecchie tappate
con entrambi gli occhi coperti
tutti come la stessa marionetta
così non è vivere

Il tema delle marionette è rappresentato in modo incredibile anche nella coreografia. Facendo molta attenzione e tentando (con difficoltà immani) di non guardare Hong Joong si notano ai lati Wooyoung e Yunho che, sostenuti dai compagni, si sdraiano e si muovono come se fossero attaccati a dei fili. Questo espediente c’è anche nel video durante il rap di Mingi che canta capovolto. In questo caso… il consiglio è di guardare le fancam dei singoli membri durante gli show dal vivo per non perdere nemmeno un dettaglio!

Anche senza voler apprezzare tutte le caratteristiche elencate, basta guardare una performance live per ricevere una sferzata di vita! Inoltre, fate attenzione anche ai suoni! Si sente chiaramente il rumore di una bomba a mano a cui viene tolta la sicura (da Wooyoung, che ballando durante gli show fa anche il gesto di lanciare la bomba) e ovviamente tutto ciò rientra nel tema!

The Ring

Questa canzone rappresenta la lotta che segue il risveglio e il titolo è ambivalente, perché seguendo l’estetica e il tema degli ATEEZ indica il ring in cui combattono i guerrieri. Dato che in album precedenti hanno la canzone “Rocky”, il ring e la lotta sono pertinenti… tuttavia, non finisce qui! Le ultime parole della canzone sono state una vera e propria esplosione perché citano nientemeno che il mio romanzo preferito di sempre (Eva): “Il Signore degli Anelli”!

One ring to rule them all
One ring to bring them all

Un anello per domarli
Un anello per ghermirli*

(*J. R. R. Tolkien, col lessico scelto nella traduzione italiana di Vittoria Alliata di Villafranca)

Il perché di questa citazione da Tolkien potrebbe essere riconducibile alla visione distopica della Contea mostrata a Sam durante la sosta a Lothlórien attraverso lo Specchio di Galadriel. Qui è possibile leggere l’estratto in questione, che presenta questi elementi: alberi abbattuti, un edificio al posto del Vecchio Mulino, gente al lavoro e una imponente ciminiera rossa che emette fumo nero. Possiamo facilmente notare il ritorno del colore rosso e dell’oscurità, che ben si integrano al tema degli ATEEZ. Se pensiamo al film, la visione era anche peggiore, perché mostrava Hobbit in catene e orchi nella Contea!

In termini più figurativi, in inglese si dice anche “give me a ring” per dire “telefonami”, quindi si può interpretare ulteriormente come una chiamata.

Where do I go

Come si evince dal titolo, esprime il dubbio sul cosa fare adesso che la ribellione è in corso. Dove siamo diretti in questa ricerca della libertà? Si può solo andare più a fondo (diving deeper), il rischio di perdere se stessi è però alto. Da notare il cambio di colori, dal rosso della rivolta passiamo al bianco purificatore. D’altra parte… anche Gandalf il Grigio è tornato come Gandalf il Bianco…

하얀 불꽃이 번져
재만 남은 paradise
터질듯한 세상 속에
점점 날 잃어가

una fiamma bianca si diffonde
un paradiso del quale sono rimaste solo le ceneri
in un mondo esploso
mi perdo a poco a poco

Anche in questo caso, per quanto riguarda Stargarden Universe e il tipo di energia che riceviamo sempre dagli ATEEZ, possiamo confermare che i nostri personaggi vivono sentimenti analoghi. Jo Jo Nishimura, protagonista di “Dark Ghost”, subisce una menomazione e diventa un fuggitivo, ma non può tornare indietro e andare sempre più fondo nella sua nuova realtà è l’unica via percorribile. Il problema è affrontare ciò che troverà andando sempre più a fondo.

New World

C’è poco da girarci attorno, questa è una canzone assolutamente EPICA, con dei cori trascinanti e dei rap che levano la terra da sotto i piedi! Il tema è chiarissimo: basta esitare, stiamo entrando in un nuovo mondo, è ora di uscire allo scoperto. Inoltre, vengono fatti continuamente riferimenti alla pioggia e alla tempesta: due elementi molto presenti già nel video di “Déjà vu”. Citare solo una strofa è impossibile, inoltre hanno inserito più versi in inglese rispetto al solito, come se volessero diffondere il messaggio più facilmente. “New World” segna una conclusione (ma solo momentanea) stellare a un album che si distingue in mille modi sul panorama musicale attuale globale e K-Pop nello specifico.

Se il video della title track “Guerrilla” non vi basta per ricevere l’energia atomica che accompagna questo album carico di fantascienza, segue una performance dove potete apprezzare tutta la coreografia da diverse angolazioni. Potete notare che torna a dominare il colore rosso, a contrasto prima col bianco e poi col nero, ulteriore conferma della cura maniacale dei dettagli, che sempre accompagna ogni contenuto degli ATEEZ e che noi a Stargarden Universe apprezziamo quanto l’aria che respiriamo in un mondo fatto di sciatteria e superficialità.

Insomma, questo album ha il potere di resuscitare anche i morti!

Se volete scoprire meglio come la musica e il duro lavoro degli ATEEZ ha ispirato e continua a ispirare Stargarden Universe, venite subito a conoscere i nostri personaggi illustrati da Keri Blake e cliccate qui!

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